Dal 1999

EOP

Migliora l’offerta formativa di EOP

La nostra formazione in osteopatia dal prossimo anno cambierà in maniera significativa come potrete apprezzare dalla video intervista al nostro direttore e dall’articolo che segue:

Eop cambia rotta

La ricerca di soluzioni didattiche sempre più efficaci per formare professionisti di studio, ci ha portato a riorganizzare abbastanza radicalmente la nostra offerta formativa.

Eop una formazione fuori dagli schemi
Eop ha sempre fatto scelte diverse e coraggiose.
La prima è stata sfrondare il programma da tutti quegli insegnamenti per cui non era possibile fornire le necessarie conoscenze di base nello spazio di un corso part-time, e che quindi non si tramutavano in reali competenze.
E che, in generale, nel panorama dell’offerta formativa vengono inseriti per invogliare l’utenza con competenze pseudo-medicali, ed alla fine servono solo a confondere, ad impedire lo sviluppo di un ragionamento osteopatico vero, che si traduca in una strategia terapeutica efficiente.
La seconda è stata quella di ammettere solo fisioterapisti. Questo per spostare l’attenzione dal titolo (che in ogni caso ancora non esiste, dal punto di vista legale, e chissà per quanto tempo ancora, nonostante i proclami  sbandierati a destra e a sinistra) ai contenuti ed all’apprendimento di un mestiere.
Scelte in controtendenza, sicuramente anti-economiche.
E’ più facile vendere un paniere in apparenza più ricco, con le proposte più fantasiose che spaziano dalla dietetica alla psicologia (ma anche per la pediatria o per la ginecologia il discorso è lo stesso, tenendo conto che vengono date delle infarinature), nozioni che poi risulteranno inutilizzabili davanti ad un paziente da curare sul serio.
Ed ammettendo chiunque – scienze motorie, logopedisti, tecnici ortopedici, infermieri, con tutto il rispetto dovuto ad ogni figura professionale – è certo che si rimpinguano le Casse; per non parlare di quelli che hanno la sfortuna di iscriversi ad un cosiddetto tempo pieno…
La nostra scelta è quella di fornire degli strumenti – teorici, tecnici e tattici – a chi potrà utilizzarli in piena legalità e tranquillità.
Sono scelte forse poco commerciali, forse impopolari, ma noi siamo convinti che pagheranno, avvicinandoci chi è in cerca di un messaggio didattico di autenticità e di coerenza.

Come e perchè cambia la nostra offerta formativa
E sono proprio autenticità e coerenza che ci hanno portato a quest’ultimo sostanziale rimaneggiamento della nostra offerta formativa.

  1. Formazione in 5 anni, non più in 6
  2. Il primo anno sarà costituito da una versione ampliata del nostro corso “Il Mezieres in una visione osteopatica”, al termine del quale chi cercava solo una formazione Mezieres puo fermarsi.
  3. I successivi tre anni saranno dedicati quasi esclusivamente alla struttura (salvo un’introduzione alla sfera viscerale)
  4. il quinto anno sarà dedicato all’osteopatia viscerale e cranio-sacrale

…per saperne di piu:

  1. Formazione in 5 anni. Ridurre l’iter formativo di un anno, innanzitutto tiene conto delle crescenti difficoltà economiche e di tempo degli aspiranti allievi. Poi rappresenta il nostro ultimo tentativo per sanare il contrasto tra la nostra consapevolezza che per impadronirsi veramente di un argomento – sia teorico, ma ancora di più pratico – occorre ripeterlo fino alla noia, e la tendenza generale di voler vedere sempre cose nuove. Noi riduciamo di un anno per dare forza all’invito, rivolto ai nostri allievi alla fine della formazione, a passare ancora quanto più tempo possibile ed a titolo gratuito, assistendo a lezioni su argomenti che avranno necessità di approfondire.
  2. Mezieres al 1° anno. La scelta di inserire la metodologia Mezieres in una formazione di osteopatia necessita di diverse considerazioni.La prima è che il nostro modo di intendere, di praticare, di insegnare il Mezieres è veramente peculiare. Già i nostri Maestri, Alain Bernard e Jacky Renauld, operarono una contaminazione dell’insegnamento classico delle posture con il Trattamento Generale Osteopatico di Wernham, quindi con concetti e tecniche dell’osteopatia, confezionando uno strumento di rara efficacia. Noi abbiamo operato in senso inverso portando gli strumenti diagnostici e tecnici del Mezieres nell’insegnamento osteopatico. Si velocizzano cosi’ la diagnosi e si fornisce all’allievo uno strumento piu’ efficaceper il trattamento delle disfunzioni miofasciali. Altro strumento,a nostro avviso indispensabile, che forniamo in questo primo anno – ed altra nostra particolarità – sono i concetti e le tecniche del lavoro propriocettivo, sviluppate da T. Bertherat, J. e C. Renauld, G. Michon. Infine la postura è il primo strumento per approcciare in senso diagnostico un sistema biomeccanico in un senso di globalità. “La Forma che governa la Funzione”, “le Priorità Biomeccaniche”, sono concetti di rara potenza. Di qui a tradurli in una prassi terapeutica il passo è breve. In altre parole dopo questo primo anno – al termine del quale chi desidera imparare solo il Mezieres, può fermarsi – si è già in grado di affrontare una buona fetta delle situazioni che arrivano in uno studio di osteopatia. Un’altra ragione, non meno importante delle precedenti, è che abbiamo verificato – ancora una volta se ce ne fosse bisogno – che chi dei nostri allievi di osteopatia ha partecipato al nostro corso Mezieres, ha fatto un grosso salto di qualità, (come allievo e) nella sua professione. E allora è un principio di coerenza che ci impone di introdurlo nella formazione, in modo da acquisire d’emblée  questo potentissimo strumento di diagnosi e trattamento.
  3. I tre anni di osteopatia strutturale saranno comunque insegnati in maniera non tradizionale. Abbiamo stravolto la sequenza didattica classica: anatomia, biomeccanica, meccanismi disfunzionali, palpazione, test e correzioni. Noi partiamo dalla clinica, per dare immediatamente un senso pratico, di studio, e degli obiettivi terapeutici immediati che motivino ogni successivo apprendimento. Al termine dei primi quattro anni sarà attribuito un Certificato di Osteopatia (CO) strutturale.
  4. Quinto anno. Abbiamo raggruppato in un periodo di un anno, pur mantenendo grosso modo lo stesso monte ore di ogni formazione part-time, gli insegnamento su visceri e cranio, sempre per un criterio di maggiore efficacia didattica. Gli obiettivi terapeutici risultano più rapidamente visibile e motivano all’apprendimento ed alla ripetizione. Significa che per il nostro lavoro è di fondamentale importanza praticare, perchè si fissano non solo le tecniche, ma anche i concetti, cosa forse ancora più importante. Non si può cominciare l’anatomia del cranio al primo ed arrivare ad un senso clinico due o tre anni dopo, se si è fortunati.
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